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	<title>progetto_economiasnuevas Archivi - OIKOS ETS</title>
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	<title>progetto_economiasnuevas Archivi - OIKOS ETS</title>
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		<title>Dietro il progetto Economias Nuevas</title>
		<link>https://www.oikosets.net/dietro-il-progetto-economias-nuevas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[oikos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 12:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[progetto_economiasnuevas]]></category>
		<category><![CDATA[Economias nuevas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista ad Anna Paola Tarulli, cooperante di OIKOS Onlus in Colombia Qual è il tuo ruolo nel progetto Economias Nuevas? Sono qui dallo scorso aprile come rappresentante di OIKOS all’interno del progetto. Sostanzialmente, il mio ruolo è di monitorare l’andamento del progetto: assicurarmi che tutte le attività procedano al meglio e nei tempi prestabiliti. Questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Intervista ad Anna Paola Tarulli, cooperante di OIKOS Onlus in Colombia</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-4109" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-Tarulli.jpeg" alt="" width="567" height="756" srcset="https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-Tarulli.jpeg 768w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-Tarulli-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qual è il tuo ruolo nel progetto <em>Economias Nuevas</em>?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono qui dallo scorso aprile come rappresentante di OIKOS all’interno del progetto. Sostanzialmente, il mio ruolo è di monitorare l’andamento del progetto: assicurarmi che tutte le attività procedano al meglio e nei tempi prestabiliti. Questo presuppone che io abbia a che fare con una serie di attività<em>:</em> ad aprile abbiamo avviato le due scuole, il <em>Tecnico Laboral in Elettricita con enfasi in sistemi fotovoltaici </em>e il <em>Tecnico Laboral in agropecuaria con enfasi in agroecologia</em>. Siamo poi impegnati nella costruzione di un centro dimostrativo sulle energie pulite in cui al momento gli studenti svolgono le attività formative mettendo in pratica ciò che hanno imparato durante il corso, e che in futuro sarà utilizzato come luogo fisico per riunioni, incontri e approfondimenti sul tema delle energie pulite. Siamo alle prese con la costruzione di un’azienda agroecologica comunitaria nella zona del Sande, particolarmente colpita dal conflitto armato. L’obiettivo finale è generare “emprendimientos”, ovvero lavoro per i beneficiari del progetto che metteranno in pratica quanto imparato e svolgeranno le proprie attività nel rispetto dell’ambiente e in armonia con il territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono nel concreto le strategie insegnate ai <em>campesinos</em> locali per la riconversione delle loro produzioni a un’economia sostenibile?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto occorre specificare che uno dei principali obiettivi di un’economia sostenibile è la produzione di alimenti che siano liberi da contaminanti, attraverso l’utilizzo di tecniche rispettose dell’ambiente e capaci di massimizzare e migliorare la produzione agricola attraverso processi naturali. Per esempio, alcune di queste tecniche sono finalizzate alla prevenzione e al controllo di malattie o all’adozione di strategie agroecologiche tradizionali che riducano la vulnerabilità del suolo: la diversificazione delle coltivazioni, il mantenimento della diversità genetica locale attraverso la coltivazione di semi nativi, o l’aggiunta di materia organica al suolo. Il suolo è la base di tutta l’attività agricola. Ed è proprio per questo che molte tecniche agroecologiche insegnate ai locali sono finalizzate a preservare la salute del suolo. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono le principali barriere (organizzative, strutturali, ambientali o di qualsiasi tipo) che le economie locali e contadine di Samaniego devono fronteggiare nell’implementare un progetto di riconversione a un’economia sostenibile?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tante, e possono estendersi anche a livello nazionale. Povertà, cambiamenti climatici, basso livello di educazione, sicurezza pubblica: tutte queste sono vere e proprie macro-barriere che rendono più complesso il passaggio ad un’economia sostenibile a livello locale cosi come a livello nazionale e il ruolo del settore privato, della società civile e dei governi locali è centrale affinchè la Colombia possa operare questa riconversione.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile">
<figure class="wp-block-media-text__media"><img decoding="async" width="768" height="1024" class="wp-image-4112 size-full" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/11/10d0393c-9168-4a54-b576-bdec45810824-768x1024.jpg" alt="" srcset="https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/10d0393c-9168-4a54-b576-bdec45810824-768x1024.jpg 768w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/10d0393c-9168-4a54-b576-bdec45810824-225x300.jpg 225w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/10d0393c-9168-4a54-b576-bdec45810824.jpg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
<div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal confronto con i locali emerge che la Colombia soffre gli effetti negativi del cambiamento climatico? Quali sono gli effetti concreti sulla terra?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, e le conseguenze coinvolgono soprattutto i piccoli agricoltori familiari, che poi sono i destinatari del progetto <em>Economias Nuevas</em>. Per esempio, è stato registrano un incremento delle inondazioni, o i forti periodi di siccità che causano gravi danni alle coltivazioni. Come dicevo, l’agricolutra <em>campesina</em>, l’agricoltura familiare, è particolarmente vulnerabile di fronte a questo tema a causa della sua condizione di marginalità;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">allo stesso tempo, da quello che ho potuto notare in questi primi sette mesi, questo tipo di agricoltura ha una notevole capacità di adattarsi al cambiamento climatico proprio grazie a strategie e tecniche che questi piccoli produttori hanno ereditato dalle propie tradizioni ancestrali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è anche il bello di questo territorio, il forte legame con la terra che si tramanda di generazione in generazione e un forte rispetto per la <em>Pachamama</em>, la Madre Terra, che vede la terra come una risorsa bisognosa di cura e dedizione. E sono proprio questi sistemi tradzionali, uniti alla conoscenza delle tecniche agroecologiche, che dimostrano più resilienza di fronte al cambiamento climatico. Il timore è però che l’utilizzo di queste tecniche tradizionali non sia suffuciente e poprio per questo è importante che la risposta al cambiamento climatico sia data dall’alto, da una attività di coordinazione e cooperazione intergovernativa. I campesinos possono resistere al cambiamento climatico, adattarsi, essere resilienti&#8230;però una risposta deve venire dall’alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In occidente la questione climatica è entrata a pieno titolo nel dibattito pubblico. Adesso il tema tocca tutti, e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico viene inserita regolarmente come obiettivo comunitario nelle Agende europee. In Colombia che tipo di narrazione ufficiale c’è del cambiamento climatico?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Colombia è uno dei paesi del mondo che più sta subendo le conseguenze negative del cambiamento climatico. L’attuale presidente Gustavo Petro, primo presidente di sinistra in Colombia, eletto a maggio e entrato in carica da poco, ha cambiato totalmente il discorso della politica colombiana in molti aspetti, tra cui quello relativo al cambiamento climatico. Proprio recentemente si è tenuta in Egitto la Cop27 e il presidente Gustavo Petro è stato molto duro con le istituzioni, definendo come vero e proprio fracasso le precedenti COP. Tra le varie azioni che Petro ha annunciato c’è per esempio la decisione di consegnare 200 milioni di dollari annuali ( durante 20 anni) per preservare la foresta amazzonica, sperando di trovare come alleati anche Brasile (con il suo attuale presidente eletto Lula, dopo che il suo predecessore Bolsonaro non ha fatto altro che contribuire alla deforestazione di ettari e ettari della selva amazzonica) e con Venezuela.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E tra i <em>campesinos</em>?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i campesinos è evidente una forte preoccupazione per il cambiamento climatico, proprio perché rappresentano la fascia più vulnerabile della popolazione e vivono in zone marginali con bassi indici di sviluppo e una elevata povertà. Nonostante la forte capacità di resilienza che li caratterizza, si sentono impotenti di fronte ad eventi simili e sperano in una risposta rapida e coordinata da parte dei governi. I campesinos si identificano con il loro territorio, la terra in cui vivono è parte della loro essenza: se muore la terra, vedono morire una parte di sé e della propria memoria storica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="472" class="wp-image-4108" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-1-1024x472.jpg" alt="" srcset="https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-1-1024x472.jpg 1024w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-1-300x138.jpg 300w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-1-768x354.jpg 768w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-1-1536x708.jpg 1536w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-1-1320x608.jpg 1320w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/Anna-Paola-1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />
<figcaption>Anna Paola Tarulli insieme ai locali all&#8217;<em>Espacio Educativo para la Paz y el Buen Vivir.</em></figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nelle economie occidentali, negli ultimi trent’anni le piccole produzioni agricole e contadine sono state strozzate dalla competizione delle grandi produzioni di tipo intensivo e industriale, che generano sfruttamento e caporalato e rompono il legame diretto tra gli agricoltori e le colture, che rappresenta tutto il valore “spirituale” e immateriale del lavoro agricolo – pensiamo anche soltanto al Sud Italia. In Colombia è successo qualcosa di simile? Le piccole economie locali sono minacciate da grandi sistemi produttivi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi in conclusione, da sempre le piccole economie locali si son viste minacciate dalle grandi imprese multinazionali, ed è proprio a causa di questa costante minaccia che la Colombia è tuttora una terra macchiata dalla violenza e dal conflitto. Sin dagli anni ’60, la questione della distribuzione della terra in Colombia ha rappresentato un grande problema; l’espropriazione da parte dei grandi proprietari terrieri (che con il tempo si sono convertiti in grandi multinazionali) a discapito dei campesinos ha generato profonde disuguaglianze sociali. Proprio a causa di questa diseguaglianza nella distribuzione della terra, con l’obiettivo di combattere queste forme di oppressione vennero a formarsi i gruppi armati che tuttora spadroneggiano in Colombia. La questione fu trattata come primo punto durante gli accordi di pace dell’Avana nel 2016; ma le iniziative legislative per attuare questa re-distribuzione della terra morirono ancor prima di nascere. Quindi è dagli anni 60 che nasce questa costante lotta tra lo stato colombiano, rappresentato dalle grandi multinazionali, e i <em>campesinos</em>,  rappresentati dai gruppi armati. Il nuovo presidente Gustavo Petro propone la cosidetta <em>“paz total”,</em> che consiste in un costante dialogo con i gruppi armati al fine di far cessare la violenza che da decenni è presente sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In che modo la presenza costante di gruppi armati sul territorio incide sul modo di fare agricoltura in Narino (sul tipo di colture, sui modi di coltivare ecc.)?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta è abastanza complessa e a mio avviso affonda le sue radici nelle forme di finanziamento dei gruppi armati. Inizialmente si trattava di sequestri, estorsioni e altre attività illecite di questo tipo. Con il tempo, e con l’avvento del narcotraffico verso la fine degli anni sessanta, i gruppi armati, e in particolare le FARC (Fuerzas armadas Revolucionarias de Colombia) hanno capito che uno dei modi per finanziare le proprie attività era proprio farsi uno spazio nel sistema del narcotraffico. Per questo oggi si parla di narco-guerriglia: la guerriglia in questi territori finanzia molte delle proprie attività attraverso il così detto “cobro de gramaje” che consiste nella richiesta di una quantità di denaro ogni chilo di pasta di coca processata dai <em>campesinos </em>nei territori controllati dalla guerriglia, come una sottospecie di pizzo. In cambio, i <em>campesinos</em> possono coltivare la coca “in tranquillità” e trarne un guadagno che sicuramente è molto più proficuo rispetto a qualsiasi altro prodotto, sopratutto in zone in cui lo Stato è praticamente assente per la forte presenza di gruppi armati. Infatti,  qui in Colombia è evidente la forte incapacità dello Stato di “far presenza” in alcuni territori, che sono proprio i territori controllati dai gruppi armati ed è per questo che questa disarticolazione istituzionale e la sua totale mancanza di connessione con la realtà locale, creano le condizioni ottimali affinchè economie criminali possano continuare a fare i propri interessi sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fatta questa premessa, la risposta alla tua domanda è logica. I contadini preferiscono coltivare la coca anziché altri prodotti proprio perchè la coca “es mas rentable”, in sostanza&#8230;.conviene da un punto di vista economico. Fare la guerra ai contandini è totalmente sbagliato perché loro rappresentano la parte che meno guadagna da questo grande mercato illegale, e molto spesso non hanno scelta. Per combattere davvero la violenza, è necessario cambiare rotta, ovvero: non bisogna colpire i piccoli <em>campesinos</em> che coltivano coca, ma lì dove la cocaina si trasforma in “plata” , in denaro. I campesinos non sono il narcotraffico. Il narcotraffico ha la cravatta&#8230;il narcotraffico è potere. É lì che bisogna colpire se realmente si vuole mettere fine a questo problema che affligge la Colombia da decenni!</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile">
<figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" class="wp-image-4114 size-full" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/11/22f1626f-c038-4d8e-b144-b52157533b46-1.jpg" alt="" srcset="https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/22f1626f-c038-4d8e-b144-b52157533b46-1.jpg 768w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/11/22f1626f-c038-4d8e-b144-b52157533b46-1-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
<div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che rapporto hanno i contadini colombiani con la terra? E in che modo un progetto come <em>Economias Nuevas</em> può valorizzare o tutelare questo legame?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i contadini colombiani, così come per gli indigeni che rappresentano una buona parte della popolazione nel territorio, la terra non solo è un mezzo di produzione ma è anche e sopratutto uno spazio di vita, di intercambio di culture, di spiritualità e di identità. I contadini colombiani si identificano con le terra e sono parte di essa al punto da considerarla una vera e propria divinità: la “Pachamama”, che in lingua quechua significa per l’appunto “Madre Terra”.</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Pensa che molti vulcani prendono il nome di “Taita” che in quechua significa papà, inteso anche come maestro, guida spirituale. Ogni elemento naturale ha un proprio nome in quechua, per esempio Yaku, è come qui chiamano l’acqua, fonte di vita che irriga i campi e li rende produttivi. O ancora il fuoco, nella loro cultura è un &#8220;abuelo”, un nonno, che conserva tutta la saggezza e i saperi più antichi. É un legame che noi occidentali abbiamo completamente dimenticato. A noi occidentali tutto è dovuto, la terra è al nostro servizio mentre qui per la terra si ha un profondo rispetto. A volte, per addentrarsi in un bosco, scalare una montagna o immergersi in un lago o un fiume, qui si chiede il permesso alla terra. Progetti come <em>Economias Nuevas</em> valorizzano senza alcun dubbio questo legame che i campesinos e i nativi di questi territori hanno con la terra, richiamando il concetto di Buen Vivir inteso come il rapporto diretto con la terra a cui le comunità appartengono e sono orientati a migliorare l’offeta formativo-produttiva presente nel territorio grazie alla diffusione delle nuove modalità di fare impresa e di saperi basati sulla valorizzazione delle tradizioni ancestrali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.oikosets.net/dietro-il-progetto-economias-nuevas/">Dietro il progetto Economias Nuevas</a> proviene da <a href="https://www.oikosets.net">OIKOS ETS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Economias Nuevas: due testimonianze dalla Colombia</title>
		<link>https://www.oikosets.net/economias-nuevas-due-testimonianze-dalla-colombia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[oikos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 07:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[progetto_economiasnuevas]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Economias nuevas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è da poco conclusa la prima fase di “Economias Nuevas”, uno dei progetti di cooperazione internazionale di OIKOS in cinque comuni del Dipartimento del Nariño in Colombia. Economias Nuevas ha ottenuto il finanziamento dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Programmazione 2019-2023 della legge regionale 19/2000 ed è sostenuto con i fondi Otto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Si è da poco conclusa la prima fase di “Economias Nuevas”, uno dei progetti di cooperazione internazionale di OIKOS in cinque comuni del Dipartimento del Nariño in Colombia. <strong>Economias Nuevas</strong> ha ottenuto il <strong>finanziamento dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Programmazione 2019-2023 della legge regionale 19/2000</strong> ed è sostenuto con i <strong>fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese</strong>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tra le aule di legno del bellissimo “Centro per la Pace” – l’Espacio educativo para la Paz y el Buen Vivir – donne, giovani e agricoltori di Samaniego hanno seguito per tre mesi i corsi teorici e pratici di agroecologia e di produzione di pannelli fotovoltaici. L’obiettivo: integrare modalità produttive ecosostenibili nel sistema agricolo locale. Il grande successo del progetto e l’entusiasmo dei partecipanti hanno consentito l’avvio di una seconda fase.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Economias Nuevas ha dato l’opportunità a due giovani studentesse del nostro territorio, Elena Degli Uomini (San Daniele del Friuli) e Samantha Quargnul (Pradamano), di partire da volontarie per dare lezioni di inglese ai beneficiari del progetto; due settimane fa sono tornate in Italia con gli occhi pieni dei paesaggi e delle persone di Samaniego. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistarle e di ascoltare la loro esperienza.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-3978" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/10/IMG_4905-2-edited-scaled.jpg" alt="" />
<figcaption>Da sinistra, Samantha Quargnul e Elena degli Uomini</figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come avete scoperto il progetto <em>Economias Nuevas</em>?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S:</strong> È stato molto casuale; il progetto è finanziato dai nostri Comuni di residenza, e su Instagram una ragazza dell’amministrazione comunale di Pradamano aveva condiviso nelle sue storie il bando per fare domanda tramite il Comune. Ho pensato: “Questa estate non ho niente da fare, non ho nessuno con cui viaggiare: parto.” Ho poi scoperto che avrei dovuto mandare la domanda in Comune proprio all’ufficio dove lavora mia mamma. Quando le ho chiesto perché non mi avesse parlato di questo progetto, mi ha risposto che non pensava avrebbe mai potuto interessarmi. E invece eccomi qui, di ritorno da un mese in Colombia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E: </strong>Io l’ho scoperto tramite la scuola che frequento: un’altra ragazza aveva fatto un’esperienza simile in Colombia; a scuola avevamo anche un referente di cittadinanza attiva che periodicamente ci mandava dei bandi e nel vedere questo ho deciso di provarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa vi ha spinte a partire?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>L’esigenza di continuare un percorso di cambiamento e di crescita che già era in atto quando mi sono trasferita a Bologna a studiare. Sai, sono una perfetta friulana – o almeno, pensavo di esserlo. Molto chiusa, legata alle sue sicurezze&#8230; L’esperienza universitaria a Bologna poi mi ha completamente stravolta, e nel cavalcare questo cambiamento ho deciso che era tempo di partire in Colombia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> Io sapevo che prima o poi avrei fatto un’esperienza del genere. E poi ero incuriosita dalla possibilità di scoprire l’altra parte del mondo, ma non con gli occhi turistici e con le sicurezze e le tutele che avrebbe avuto un turista: eravamo in un&#8217;area non molto facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A cosa ti riferisci?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> Samaniego, il paesino in cui abbiamo vissuto, è sperduto nelle Ande. Prima di partire abbiamo dovuto seguire un corso di sicurezza, in preparazione all’esperienza! Abbiamo passato la prima settimana in isolamento: una scelta dell’associazione e dei cooperanti che ci ospitavano: era preferibile che gli abitanti si abituassero gradualmente all’arrivo di due europee.</p>



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<figcaption>L&#8217;<em>Espacio educativo para la Paz y el Buen Vivir</em>, Samaniego</figcaption>
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</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il progetto <em>Economias Nuevas</em> è finalizzato a ridurre la vulnerabilità economica e sociale delle donne, dei giovani e delle popolazioni rurali. Quali sono le problematiche vissute dagli indigeni in Colombia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> I colombiani, specie le popolazioni rurali, vivono in un contesto in cui sono obbligati a lavorare con la cocaina o comunque nell’illegalità. Crescono in un contesto in cui commerci di questo tipo sono completamente sdoganati, e non c’è la stessa percezione dell’illegalità che potrebbe avere un europeo nel proprio paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S:</strong> Manca un’alternativa. Immagino che molti abitanti non siano felici di assecondare questo stato di cose, ma se ti ribellassi verresti ucciso. Non c’è la possibilità di immaginare un cambiamento radicale dal basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le popolazioni locali colombiane sono organizzate in piccole comunità o in cooperative di produzione. Il progetto di <em>Economias Nuevas</em> è ambizioso: tentare di convertire un sistema di produzione agricolo, in un territorio rurale, in cui certe modalità di coltivare sono fortemente radicate. Quali sono le barriere da abbattere affinché un progetto alternativo ed ecosostenibile come <em>Economias Nuevas</em> attecchisca?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> Secondo me non si tratta tanto di fare in modo che un nuovo modello “attecchisca”; non si trattava di impiantare un nuovo modello su quello tradizionale, ma di integrare un modello ecosostenibile con qualcosa di già esistente. Mi pare che tutti usassero metodi ecosostenibili, ciascuno nel proprio modo. Sono popolazioni profondamente legate alla natura, perciò hanno il loro modo di assecondare i suoi cicli e di trarne i frutti. Paradossalmente, forse è più facile integrare un modello ecosostenibile in queste culture, particolarmente legate alla terra che coltivano da millenni con le stesse tecniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>Confermo. Il progetto non intende snaturare lo stato delle cose, ma migliorarlo. Cerca innanzitutto di dare a tutti gli strumenti tecnici di base per implementare questo tipo di agricoltura; e poi lo fa nel rispetto di quello che sono e che fanno da secoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ad esempio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>Estendendo su larga scala dei metodi che già conoscevano, o passando loro degli strumenti che rendano più efficienti tecniche che già conoscono.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma fino a che punto queste popolazioni erano consapevoli del tema dell&#8217;ecosostenibilità prima di conoscere questi progetti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E: </strong>Secondo me non si rendevano neanche conto di essere &#8220;gentili&#8221; con l&#8217;ambiente. Non conoscono i macchinari e le tecniche che usiamo in Occidente, si affidano ai loro metodi tradizionali da millenni. Concetti come “ecosostenibilità” o “agroecologia” appartengono a strutture occidentali, nate quando in questa parte del mondo abbiamo realizzato che la questione climatica va affrontata attuando dei cambiamenti nei nostri sistemi produttivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E in che modo invece hanno recepito la parte “imprenditoriale” del progetto? Sono disposte a lanciarsi nell’avvio o nella conversione di un’attività in una modalità ecosostenibile?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> Io li ho visti molto aperti. Ce li hanno presentati come persone molto chiuse, eppure io li ho visti molto interessati. Anna Paola, la cooperante di OIKOS che lavora a Samaniego, ci aveva accennato che c’erano altre persone interessate a partecipare, ma le iscrizioni si erano già chiuse e non c’è stato modo di inserire nuovi partecipanti… ma c’erano molte persone interessate a questi temi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>Soprattutto i partecipanti al corso di produzione di pannelli fotovoltaici erano in gran parte molto avanti con l’età, e già lavoratori con molta esperienza. Mi ha scaldato il cuore vedere come un signore di cinquant’anni, nonostante il suo lavoro, venisse volentieri a imparare. Nonostante avesse lavorato molti anni con un certo metodo di produzione, era disposto a mettersi in discussione e a imparare qualcosa di nuovo. In questo senso mi sono stupita non tanto dei giovani, quando degli adulti che hanno partecipato. Qui in Europa è molto diverso: dopo una certa età, se si ha un lavoro stabile e garantito, si fa fatica a mettersi in gioco con questa spontaneità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come ti spieghi questa differenza?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>Non so se sia una questione di semplice umiltà o se provano anche la sensazione di “avere qualcosa da imparare”, da abitanti del terzo mondo coinvolti in un progetto nato in Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E: </strong>Forse hanno una mentalità più aperta rispetto alla nostra. Avendone l’opportunità, decidono di fare qualcosa di nuovo pur senza averlo mai sperimentato. Hanno un modo semplice di vedere le cose, con cui colgono le opportunità in maniera spontanea, senza farsi troppe &#8220;paranoie&#8221; su se e quanto potrà tornargli utile.</p>



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<figcaption>Samantha e Elena tengono una lezione di inglese ai locali nell&#8217;<em>Espacio educativo para la Paz y el Buen Vivir</em></figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parallelamente a tutto questo, continua l’ampliamento dell&#8217;<em>Espacio Educativo para la Paz</em> in cui si sono svolte le lezioni teoriche di <em>Economias Nuevas</em>. I primi due livelli sono stati completati lo scorso giugno e altri due verranno ultimati nei prossimi mesi. Che atmosfera si respira in questo spazio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>Questa è una cosa che ci ha toccate da vicino! Stavano costruendo questo padiglione proprio accanto alla nostra camera, e dalle 7:30 eravamo svegliate dai rumori del cantiere! <em>[ridono]</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> Le persone che abbiamo incontrato nel Centro per la Pace sono molto accoglienti; magari nei primi momenti ti guardano da lontano, ti fanno giusto un cenno di saluto, ma poi iniziano a coinvolgerti in una conversazione o a condividere il loro cibo. E poi si percepisce il senso del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S:</strong> Sono anche molto flessibili nella relazione: durante le lezioni di inglese, eravamo noi le insegnanti e loro gli allievi, ma appena fuori dall’aula erano in grado di abbattere questa barriera e si relazionavano con noi in maniera calda e amichevole.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="801" class="wp-image-3972" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/10/photo1664802957-1-edited.jpeg" alt="" srcset="https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/photo1664802957-1-edited.jpeg 1280w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/photo1664802957-1-edited-300x188.jpeg 300w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/photo1664802957-1-edited-1024x641.jpeg 1024w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/photo1664802957-1-edited-768x481.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avete avuto occasione di passare del tempo con i locali anche al di fuori dell’<em>Espacio Educativo para la Paz</em>. Una cosa che vi piace ricordare di quei momenti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>Il senso di protezione. Avevamo formato un gruppo con alcuni di loro, e una cosa che mi era piaciuta tantissimo è la sensazione di essere protetta. Conoscono la situazione, sanno che noi, da occidentali, veniamo notate più facilmente, e per strada o nelle zone in cui potevamo essere più esposte cercavano di garantirci il massimo conforto possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> A me è piaciuto molto il coinvolgimento: di fatto, noi non li conoscevamo. Eppure tutte le volte che siamo usciti insieme non hanno esitato a portarci in piccole escursioni a Samaniego, o a bere una cosa con i loro amici, a farci domande sulle nostre vite. Nonostante fossimo completamente estranee al loro contesto, ci hanno incluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siete giovanissime: in che modo pensate che questa esperienza potrà aiutarvi a definire il vostro futuro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E:</strong> Io sono tornata a casa con più consapevolezza rispetto a ciò che succede in America Latina. Dopo questa esperienza ci sono cose che guardo con occhi diversi, soprattutto le opportunità offerte dal mondo che ci circonda: cose che in Colombia un ragazzo della mia età non potrebbe mai fare, mentre io sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S: </strong>Provo lo stesso sentimento. E poi ho scoperto una parte di me che non pensavo esistesse: quella parte che ha iniziato a fare capolino quando ho deciso di lasciare Pradamano e di andare a studiare a Bologna, e che ha deciso poi di cogliere l’occasione della Colombia quando si è presentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avete in programma di tornare in Colombia o altri progetti di cooperazione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E: </strong>Se dovesse capitare un’occasione simile sì, penso che tornerei lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S:</strong> Vorrei stabilirmi in Colombia per un po’ dopo la laurea triennale, che conto di finire il prossimo luglio; nel frattempo, pianifico di tornarci un mesetto durante quest’anno, incastrando questo viaggio con gli studi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Davvero bellissimo! Grazie per il vostro tempo.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4003" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/10/Logo-Regione-Autonoma-FVG.jpg" alt="" width="69" height="69" srcset="https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/Logo-Regione-Autonoma-FVG.jpg 180w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/Logo-Regione-Autonoma-FVG-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 69px) 100vw, 69px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4002" src="https://www.oikosonlus.net/files/oikosonlus.net/2022/10/ottomille2020_valdesi-x-economias-nuevas_prova-1.jpg" alt="" width="73" height="55" srcset="https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/ottomille2020_valdesi-x-economias-nuevas_prova-1.jpg 400w, https://www.oikosets.net/files/oikosonlus.net/2022/10/ottomille2020_valdesi-x-economias-nuevas_prova-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 73px) 100vw, 73px" />
<figcaption><em><strong>Economias Nuevas</strong> ha ottenuto il <strong>finanziamento dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Programmazione 2019-2023 della legge regionale 19/2000</strong> ed è sostenuto con i <strong>fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese</strong>.</em></figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.oikosets.net/economias-nuevas-due-testimonianze-dalla-colombia/">Economias Nuevas: due testimonianze dalla Colombia</a> proviene da <a href="https://www.oikosets.net">OIKOS ETS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In missione dal Friuli alla Colombia per l’avvio di «Economias nuevas»</title>
		<link>https://www.oikosets.net/in-missione-dal-friuli-alla-colombia-per-lavvio-di-economias-nuevas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[oikos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2022 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[progetto_economiasnuevas]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia Samaniego]]></category>
		<category><![CDATA[Economias nuevas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si rinnova e si rinsalda nel segno della cooperazione internazionale il legame tra il Friuli Venezia Giulia e il Nariño, uno dei 32 dipartimenti della Colombia. Partirà infatti da Udine, lunedì 28 marzo, una delegazione di Oikos onlus che nel Paese sudamericano – in particolare nella città di Samaniego – darà avvio a «Economias nuevas», [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.oikosets.net/in-missione-dal-friuli-alla-colombia-per-lavvio-di-economias-nuevas/">In missione dal Friuli alla Colombia per l’avvio di «Economias nuevas»</a> proviene da <a href="https://www.oikosets.net">OIKOS ETS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si rinnova e si rinsalda nel segno della cooperazione internazionale il legame tra il Friuli Venezia Giulia e il Nariño, uno dei 32 dipartimenti della Colombia. <strong>Partirà infatti da Udine, lunedì 28 marzo, una delegazione di Oikos onlus</strong> che nel Paese sudamericano – in particolare nella città di Samaniego – darà avvio a <strong>«Economias nuevas», progetto finanziato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Programmazione 2019-2023 della legge regionale 19/2000. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rapporto quello tra l’ong udinese e la Colombia che affonda le radici nel 2015: risale, infatti, a quell’anno il primo progetto di cooperazione internazionale realizzato al fianco dell’Isais, Instituto Sur Alexander Von Humboldt (sempre grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia). Ne seguirono altri, tutti caratterizzati dalla centralità dell’ascolto delle popolazioni locali, dallo sviluppo sostenibile delle comunità e dal sostegno ai diritti umani e alla parità di genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tale solco si innesta oggi «Economias nuevas» che, nell’arco di due anni, si pone l’obiettivo di <strong>favorire lo sviluppo di competenze e strutture per la crescita di aziende familiari nei settori dell’agricoltura e della produzione energetica</strong>. Tali aziende opereranno seguendo i principi di agroecologia, in armonia con l’ambiente naturale circostante anche grazie alla riconversione energetica. In primo luogo, le attività saranno destinate a donne, giovani e comunità indigene della sub regione di Abades nel dipartimento del Nariňo. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Uno spazio dedicato a Giulio Regeni, Mario Paciolla e Alessandro De Vita</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di particolare rilevanze nell’ambito delle progettualità realizzate negli anni a Samaniego, è stata la costruzione dell’<em>«Espacio educativo para la paz y el buen vivir»</em>, un luogo divenuto punto di riferimento per la comunità locale, in particolare per donne e giovani: qui si fa formazione e si favorisce la consapevolezza sui diritti umani, ma soprattutto si coltiva una cultura della pace. Nel corso della missione uno dei saloni polifunzionali della struttura sarà intitolato a <strong>Giulio Regeni </strong>e <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Paciolla" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mario Paciolla</a></strong>. Un’altra area sarà invece dedicata ad <strong><a href="https://www.units.it/news/scomparso-prematuramente-il-prof-alessandro-de-vita-del-dia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alessandro</a> De Vita</strong>, fisico dell&#8217;Università di Trieste e al King&#8217;s Kollege di Londra, amico e socio di Oikos, prematuramente scomparso in un incidente nell&#8217;ottobre del 2018.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Le attività in Friuli</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre i progetti non sono “a senso unico”, ma hanno delle azioni che riguardano anche la nostra regione, in primo luogo la sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della Cooperazione allo Sviluppo. Non solo. Cinque ragazzi residenti in Friuli Venezia Giulia, grazie alla partnership con i Comuni di San Daniele del Friuli e Pradamano, avranno la possibilità di vivere l’esperienza di un mese di volontariato nell’ambito del progetto, misurarsi quindi in prima persona con la Cooperazione allo sviluppo. Un’esperienza arricchente e straordinaria che consente di guardare al mondo con occhi nuovi. Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori notizie e approfondimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">L’attenzione dei media nazionali</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto per il suo valore ha attirato l’interesse di diversi media nazionali, tra questi «Radio Bullets» – testata indipendente nota per i suoi reportage da diversi teatri di guerra, come l’Afghanistan – che ha deciso di inviare al seguito della missione di Oikos, la giornalista esperta di America Latina, Valentina Barile. Insieme alla delegazione partiranno anche  il fotografo Stefano Stranges e il film maker friulano, Andrea Musi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà possibile restare costantemente informati circa la missione seguendo i profili Facebook e Instagram di Oikos onlus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.oikosets.net/in-missione-dal-friuli-alla-colombia-per-lavvio-di-economias-nuevas/">In missione dal Friuli alla Colombia per l’avvio di «Economias nuevas»</a> proviene da <a href="https://www.oikosets.net">OIKOS ETS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oikos torna in Colombia con &#8220;Economias nuevas&#8221;</title>
		<link>https://www.oikosets.net/oikos-torna-in-colombia-con-economias-nuevas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[oikos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 04:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione FVG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Affonda le radici nel 2015 il legame stretto tra Oikos onlus e la Colombia. È infatti in quell’anno che avviammo, nel dipartimento del Nariňo, il primo progetto di Cooperazione allo sviluppo al fianco dell’Isais, Instituto Sur Alexander Von Humboldt. Ne seguirono altri, tutti all’insegna della centralità dell’ascolto delle popolazioni locali e delle loro necessità, dello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.oikosets.net/oikos-torna-in-colombia-con-economias-nuevas/">Oikos torna in Colombia con &#8220;Economias nuevas&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.oikosets.net">OIKOS ETS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Affonda le radici nel 2015 il legame stretto tra Oikos onlus e la Colombia. È infatti in quell’anno che avviammo, nel dipartimento del Nariňo, il primo progetto di Cooperazione allo sviluppo al fianco dell’Isais, Instituto Sur Alexander Von Humboldt. Ne seguirono altri, tutti all’insegna della centralità dell’ascolto delle popolazioni locali e delle loro necessità, dello sviluppo sostenibile delle comunità e del sostegno ai diritti umani e della parità di genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel legame oggi si rinnova grazie a <strong>Economias nuevas</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo dell’iniziativa – che si articolerà in due anni di lavoro – è lo <strong>sviluppo di competenze e strutture per la crescita di aziende familiari nei settori dell’agricoltura e della produzione energetica</strong>. Tali aziende opereranno seguendo i principi di <strong>agroecologia</strong>, in armonia con l’ambiente naturale circostante anche grazie alla <strong>riconversione energetica.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">In primo luogo, le attività saranno destinate a donne, giovani e comunità indigene della sub regione di Abades nel dipartimento del Nariňo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre i progetti non sono “a senso unico”, ma hanno delle azioni che riguardano il Friuli, in primo luogo la sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della Cooperazione allo Sviluppo. Non solo. Cinque ragazzi residenti in regione avranno la possibilità di vivere l’esperienza di un mese di volontariato nell’ambito del progetto, misurarsi quindi in prima persona con la Cooperazione allo sviluppo. Un’esperienza arricchente e straordinaria che consente di guardare al mondo con occhi nuovi. Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori notizie e approfondimenti.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Economias Nuevas</strong> ha ottenuto il <strong>finanziamento dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Programmazione 2019-2023 della legge regionale 19/2000</strong> ed è sostenuto con i <strong>fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese</strong>.</em></p>



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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.oikosets.net/oikos-torna-in-colombia-con-economias-nuevas/">Oikos torna in Colombia con &#8220;Economias nuevas&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.oikosets.net">OIKOS ETS</a>.</p>
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