Con la rubrica [buone storie] cerchiamo di raccontare con semplicità e delicatezza, il riscatto delle persone, minori e adulti che incontriamo nei nostri centri e che accompagniamo nei percorsi dell’inclusione e nella loro autonomia. Oggi la storia dell’inserimento di un minore nel nostro centro per Minori Stranieri Non Accompagnati a Fagagna.
Ci sono immagini che parlano più di tante parole: mani che lasciano un’impronta colorata sul muro della comunità, piccoli orti dove si imparano i gesti della cura, lo stupore davanti a una farfalla.
Sono i gesti semplici ma profondi dei più giovani tra i nostri accolti nella comunità per minori stranieri non accompagnati di Fagagna. Bambini e ragazzi arrivati da lontano, spesso soli, che qui provano a ricominciare.
Il nostro lavoro non è facile, ma è necessario. Non facciamo rumore, ma ogni giorno costruiamo insieme a loro un futuro possibile, fatto di fiducia, di ascolto, di educazione alla legalità e al rispetto.
In un tempo in cui si parla solo di conflitti e paure, noi scegliamo di raccontare la bellezza silenziosa dell’incontro. Perché accogliere non è giustificare: è credere nel potenziale umano di chi nasce in una parte meno fortunata del mondo.
Noi continuiamo a farlo. Con dignità, professionalità e cura.
