ECOTURINCA in Colombia: a Pasto si conclude un percorso di tre anni tra cooperazione internazionale, turismo sostenibile e tutela dell’acqua

Con l’inaugurazione della nuova Planta de Tratamiento de Aguas Residuales – PTAR, realizzata per il Comune di La Cruz, si è concluso in Colombia ECO TUR INCA, il progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS e dedicato allo sviluppo sostenibile delle comunità indigene e contadine del dipartimento di Nariño.

Non è stata soltanto l’inaugurazione di una nuova infrastruttura, ma il momento conclusivo di un percorso che, per tre anni, ha accompagnato le comunità indigene e contadine del Nariño nella costruzione di nuove opportunità di sviluppo fondate sulla tutela dell’ambiente, sulla valorizzazione del patrimonio culturale, sul turismo sostenibile e sulla gestione responsabile delle risorse naturali.

La cerimonia finale di ECO TUR INCA – sviluppo dell’ECOnomia del TURismo sostenibile per le comunità Indigene e Contadine e la tutela dell’Ambiente (AID 012590/08/7) si è svolta a Pasto. L’evento, inizialmente previsto nel territorio di La Cruz, è stato trasferito nel capoluogo del dipartimento per ragioni di sicurezza, mantenendo però al centro il valore del lavoro realizzato nei territori e il contributo delle comunità coinvolte.

Alla giornata hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni colombiane e italiane, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, delle organizzazioni partner, delle comunità indigene e contadine e delle reti territoriali nate o rafforzate durante il progetto. Una cerimonia pensata non soltanto per presentare l’opera realizzata, ma anche per condividere i risultati raggiunti e restituire il significato complessivo di tre anni di cooperazione costruita attraverso il dialogo, la partecipazione e l’ascolto dei territori.

L’apertura nel segno della Pachamama

La giornata si è aperta con un rito di armonizzazione dedicato alla Pachamama, guidato da Don Raúl Ortega della comunità Hatun Huasi Yurak Rumi di Samaniego. Non un semplice momento simbolico inserito nel programma istituzionale, ma un gesto coerente con il percorso di ECO TUR INCA, che ha riconosciuto il valore dei saperi ancestrali, della relazione tra le comunità e la terra e della visione del Buen Vivir come parte integrante di un modello di sviluppo capace di tenere insieme ambiente, dignità, relazioni sociali e benessere collettivo.

Al rito sono seguiti gli interventi istituzionali, aperti dal presidente di OIKOS ETS, Giovanni Tonutti, che ha richiamato il valore del percorso realizzato in Colombia e della collaborazione costruita con i partner, le istituzioni locali e le comunità del Nariño.

Per OIKOS ETS erano presenti anche Manuel Castelletti, responsabile della missione dell’organizzazione in Colombia, e Anna Paola Peratoner, consigliera comunale presente anche in rappresentanza del Comune di Udine, del quale ha portato i saluti istituzionali.

 

Il messaggio del Comune di Udine

Nel suo intervento Anna Paola Peratoner ha portato il saluto del sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, sottolineando il valore della cooperazione tra istituzioni, società civile e comunità italiane e colombiane.

La nuova infrastruttura, ha ricordato, non rappresenta soltanto un risultato tecnico, ma un atto di responsabilità verso l’acqua, la salute delle persone e la terra.

«Quello che inauguriamo oggi non è solamente un impianto di trattamento. È un atto di cura: cura per l’acqua, per la salute di questa comunità e per la terra che la accoglie».

Nel suo discorso Peratoner ha richiamato anche il significato più profondo della cooperazione internazionale: non portare nei territori soluzioni costruite altrove, ma mettersi in ascolto delle comunità, riconoscerne le competenze e accompagnare percorsi condivisi.

Ha inoltre evidenziato quanto l’Europa possa imparare dalle comunità indigene, dalla loro relazione con la natura, dalla capacità di custodire le risorse e da una concezione dello sviluppo che non separa il benessere umano dalla tutela dell’ambiente.

L’auspicio espresso dal Comune di Udine è che le relazioni nate durante ECO TUR INCA possano continuare anche oltre la conclusione formale del progetto, rafforzando il dialogo e l’amicizia tra le comunità e le istituzioni dei due Paesi.

Le comunità protagoniste del progetto

Uno spazio centrale della giornata è stato dedicato alle voci delle comunità e alle esperienze nate nei territori coinvolti.

Mama Carmen Popayán, governatrice del Resguardo Indígena del pueblo Pasto Funes e figura di riferimento della leadership femminile indigena, ha raccontato il percorso realizzato dalla propria comunità e il significato assunto dal progetto per il territorio.

La sua testimonianza ha riportato al centro il ruolo delle donne indigene, la partecipazione comunitaria, la tutela delle conoscenze tradizionali e una visione dello sviluppo legata non soltanto alla crescita economica, ma anche alla cura della terra, alla pace, alla dignità e al Buen Vivir.

Sono state quindi presentate le attività della Rete di Turismo Sostenibile di Consacá, attraverso le testimonianze delle persone che hanno partecipato alla sua costruzione. La rete rappresenta uno dei risultati del lavoro compiuto per valorizzare le risorse naturali, culturali, agricole e produttive locali attraverso un turismo sviluppato insieme alle comunità e rispettoso dell’identità dei territori.

Il turismo sostenibile, nel percorso di ECO TUR INCA, non è stato considerato come un’attività separata dalla vita delle comunità, ma come uno strumento capace di creare opportunità economiche, favorire la permanenza nei territori, sostenere le produzioni locali e tutelare il patrimonio naturale e culturale del Nariño.

La PTAR di La Cruz: tutela dell’acqua e salute delle comunità

Tra i risultati più significativi presentati durante la giornata vi è la nuova Planta de Tratamiento de Aguas Residuales – PTAR, realizzata per il Comune di La Cruz.

La cerimonia conclusiva avrebbe dovuto svolgersi nel territorio in cui si trova l’opera, ma per ragioni di sicurezza è stata trasferita a Pasto. Non è stato quindi possibile celebrare l’avvio della nuova infrastruttura direttamente sul posto, come inizialmente previsto.

La PTAR contribuirà a migliorare la gestione delle acque reflue e la tutela delle risorse idriche, con effetti positivi sulla salute pubblica, sulla qualità della vita della popolazione e sulla protezione dell’ambiente.

L’opera è stata realizzata con il sostegno di CORPONARIÑO e dell’Alcaldía Municipal de La Cruz – Nariño, nell’ambito di un percorso che ha unito tutela ambientale, turismo sostenibile, partecipazione delle comunità e sviluppo territoriale.

La nuova infrastruttura rappresenta il risultato più visibile di un lavoro più ampio: in ECO TUR INCA la salvaguardia delle risorse idriche è stata sviluppata insieme alla promozione dell’agroecologia, alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale e alla creazione di opportunità sostenibili per le comunità indigene e contadine.

Il bilancio di tre anni di attività

Harold Montúfar, fondatore di ISAIS – Instituto Sur Alexander Von Humboldt, ha illustrato l’impatto complessivo di ECO TUR INCA nei territori beneficiari del dipartimento di Nariño.

Il suo intervento ha ripercorso le principali attività sviluppate dal progetto e il coinvolgimento delle comunità indigene e contadine nella costruzione di modelli di sviluppo fondati sulla sostenibilità ambientale, sulla partecipazione e sulla valorizzazione delle risorse locali.

Nel corso dei tre anni, ECO TUR INCA ha intrecciato diversi ambiti di intervento: la tutela dell’acqua e degli ecosistemi, il turismo sostenibile, la promozione dell’agroecologia, il rafforzamento delle organizzazioni comunitarie, la valorizzazione delle conoscenze ancestrali e la creazione di reti di collaborazione tra comunità, istituzioni e organizzazioni della società civile.

L’obiettivo non era soltanto realizzare singole attività, ma contribuire alla costruzione di competenze e strumenti che potessero continuare a produrre effetti anche dopo la conclusione del finanziamento.

L’intervento di AICS Bogotá

A chiudere la giornata sono stati i saluti istituzionali della direttrice della sede AICS di Bogotá, Valeria Boninfante. Nel suo intervento ha sottolineato come l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari rappresenti una condizione fondamentale per migliorare la qualità della vita delle comunità, rafforzare la resilienza dei territori e promuovere uno sviluppo realmente inclusivo e sostenibile.

La direttrice ha inoltre richiamato il valore del lavoro condiviso tra OIKOS ETS, i partner italiani e colombiani, le autorità locali e le comunità, riconoscendo nel progetto un esempio concreto di cooperazione costruita insieme ai territori. AICS Bogotá ha valorizzato anche il contributo della nuova infrastruttura al miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie di La Cruz e alla tutela delle risorse idriche del territorio.

La presenza dell’Agenzia alla cerimonia conclusiva ha ribadito il ruolo della Cooperazione italiana nel sostenere interventi capaci non soltanto di rispondere a bisogni immediati, ma anche di rafforzare competenze locali, relazioni istituzionali e processi di sviluppo destinati a continuare nel tempo.

I partner di ECO TUR INCA

Il progetto è stato finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo  – AICS e realizzato da OIKOS ETS insieme a CeVI –  Centro Internazionale di Volontariato, ISAIS – Instituto Sur Alexander Von Humboldt, il Resguardo Indígena del pueblo Pasto Funes e il Comune di La Cruz.

La realizzazione della PTAR ha visto inoltre il sostegno di CORPONARIÑO e dell’Alcaldía Municipal de La Cruz, che hanno contribuito specificamente alla costruzione della nuova infrastruttura.

La collaborazione tra organizzazioni italiane e colombiane, autorità locali e comunità ha rappresentato uno degli elementi centrali dell’intero percorso, integrando competenze tecniche, conoscenza dei territori e partecipazione comunitaria.

Tre anni di lavoro condiviso

La giornata di Pasto ha segnato la conclusione formale di ECO TUR INCA e ha restituito la dimensione complessiva del lavoro realizzato: dalla nuova infrastruttura per La Cruz alle esperienze di turismo sostenibile e agroecologia sviluppate con le comunità.

Tre anni di cooperazione che hanno unito tutela dell’ambiente, partecipazione e sviluppo territoriale, lasciando strumenti e opportunità che potranno continuare a crescere nel Nariño.

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