Dall’Istituto Comprensivo di Chions ai plessi di Pravisdomini: come la mediazione culturale e il Game-Based Learning stanno costruendo percorsi di inclusione per i bambini rom del territorio.
C’è un modo di fare scuola che non passa solo attraverso i libri di testo. Passa attraverso la relazione, la fiducia, e sì, anche il gioco. Quando si lavora con bambini che faticano a stare in aula, che vengono da famiglie con una storia di diffidenza verso le istituzioni, cambiare il linguaggio della didattica è una necessità.
È questa la scommessa di Un ponte per la scuola, progetto promosso da OIKOS ETS con il sostegno di Fondazione Migrantes, in partenariato con l’Istituto Comprensivo di Chions e il Servizio Sociale dei Comuni Sile Meduna. Al centro del progetto c’è un lavoro che dura da oltre vent’anni: quello di Nada Braidic, mediatrice linguistica e culturale rom, che da decenni accompagna le famiglie della comunità rom nei Comuni di Chions, Pravisdomini e Pasiano, costruendo ponti tra le famiglie, la scuola e i servizi del territorio.
Dalla mediazione all’aula
Il progetto rafforza e amplia una presenza già consolidata. Nada entra direttamente nelle classi della scuola primaria, nei plessi De Amicis, Buodo e Ortis, per affiancare le insegnanti con un accompagnamento didattico mirato e individualizzato. Lavora su piccoli gruppi eterogenei, aiuta i bambini a seguire le spiegazioni, facilita la comprensione dei testi, costruisce un clima in cui nessuno resta indietro.
Ma il progetto guarda anche più in là: ai bambini rom in età prescolare che non frequentano la scuola dell’infanzia. Per loro, la mediatrice porta il lavoro direttamente nelle famiglie, con attività di pre-scrittura, riconoscimento delle quantità, esercizi di base, tutto ciò che serve per arrivare alla prima elementare non già in svantaggio.
Il gioco come strumento di inclusione
Una delle novità concrete di questa edizione è l’introduzione del Game-Based Learning: materiali e strumenti ludici pensati per rendere la didattica più inclusiva, capaci di agganciare l’attenzione di tutti gli alunni e abbattere le barriere linguistiche attraverso il gioco strutturato. A portarlo in classe è Matteo Molinaro, operatore dell’accoglienza e responsabile dell’alfabetizzazione di Oikos, che lavora in parallelo a Nada con strumenti e contesti diversi, verso lo stesso obiettivo. Non si tratta di semplificare, ma di trovare un linguaggio che funzioni per tutti, e che trasformi l’aula in uno spazio in cui ogni bambino si senta a posto.
Perché l’inclusione scolastica non si costruisce con le dichiarazioni di intenti. Si costruisce un giorno dopo l’altro, in classe, insieme alle persone.
Il progetto Un ponte per la scuola è promosso da OIKOS ETS, in partenariato con l’Istituto Comprensivo di Chions e il Servizio Sociale dei Comuni Sile Meduna, con il sostegno di Fondazione Buon Samaritano. È finanziato da Fondazione Migrantes.